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28-01-2012 1° Prova Circuito Nazionale TEMP-O TRAILO NAZ Scorzé ( TV ) |
Nei secoli scorsi Torino era un punto obbligato del viaggio culturale europeo e ha ispirato a scrittori famosi pagine di grande bellezza.
Torino è meno conosciuta di quanto meriti perché non ha mai cercato di mettersi in mostra; l'ostentazione non è certo la qualità caratteristica dei torinesi, notoriamente piuttosto riservati. Chi visita la città però, dopo lo stupore iniziale, se ne innamora e sente vivo il desiderio di ritornarci.
Torino, che ha una storia di oltre duemila anni, ed è stata capitale per tre secoli può offrire quasi tutto: storia, arte, musica, natura, buona cucina. In poco più di un'ora, poi, il turista dalla città può raggiungere il mare o l'alta montagna, la campagna o laghi meravigliosi.
Itinerario: Il fiume e la collina
Punto di partenza per questa immersione nel verde è piazza Vittorio Veneto, dove, chi non dispone di un auto, vicino all'esedra pedonale può noleggiare a costo contenutissimo un'auto ecologica.
La piazza è neoclassica, opera del Frizzi (1815-1830), che risolse abilmente il dislivello di circa sette metri esistente fra la parte alta della piazza e il fiume, graduando l'altezza dei palazzi. Da un caffè sotto i portici del lato destro fu trasmesso il primo programma della RAI: un concerto per pianoforte.
Bellissimo è il panorama che abbiamo di fronte, con al centro la Chiesa della Gran Madre, alla sua sinistra, seminascosta nel verde, la seicentesca Villa della Regina e, più lontano, sulla cima della collina la Basilica di Superga. A destra, sul Colle dei Cappuccini, sorge la Chiesa di Santa Maria del Monte, opera del Vittozzi. Dello stesso complesso fa parte il Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi".
Attraversiamo ponte Vittorio Emanuele I, ricostruito da Napoleone Bonaparte nel 1810, dopo che una piena del fiume aveva distrutto il ponte precedente. Questo è il punto dove da sempre è stato più facile il guado. Lasciamo alle nostre spalle i "murazzi", che separano il fiume dalla piazza e negli ultimi anni sono diventati uno dei luoghi favoriti della vita notturna giovanile: a destra c'è la partenza dei battelli, Valentino e Valentina, che effettuano un bel percorso sul Po fino a Moncalieri - dove i Savoia avevano una delle loro residenze - sostando al Parco del Valentino e a Italia '61. Al termine del ponte svoltiamo a sinistra, costeggiando il Po: lungo il corso del fiume si susseguono parchi, che hanno nomi diversi, ma sono in realtà parte di un unico grandissimo spazio verde, lungo quanto il Po in città, che è il Parco del Po. Costeggiando il fiume è possibile percorrere chilometri nel verde, a piedi, in bicicletta e a cavallo.
Dapprima troviamo il Parco dello Zoo. Dopo il ponte Regina Margherita e piazza Borromini vediamo a destra il Motovelodromo e a sinistra il Parco Michelotti, dove il filosofo Nietzsche amava passeggiare e sedersi all'ombra. Dove ora c'è un viale scorreva un tempo un canale che azionava dei mulini: è stato colmato con i detriti delle vecchie case di via Roma al tempo della costruzione dei portici, tra il 1930 e il 1936.
Ecco ora la barocca Chiesa della Madonna del Pilone. Poco oltre, sempre a sinistra, al numero 205 di corso Casale una lastra di marmo indica la casa dove ha abitato lo scrittore Salgari. Proseguiamo fino al quartiere di Sassi, il cui nome è dovuto ai sassi che dalla collina di Superga furono portati a valle per ottenere il vasto piazzale su cui costruire la Basilica: l'architetto Filippo Juvarra, autore del progetto, a quello scopo fece abbassare la collina di 40 metri.
Gli appassionati della natura hanno la possibilità di passeggiare in un parco naturale detto Parco della Colletta, alla confluenza della Dora con il Po: molti uccelli hanno scelto questo parco per viverci e nidificare.
Proseguendo lungo corso Casale arriviamo alla Stazione della Tranvia a dentiera. Anche chi non ha l'auto o ha utilizzato i mezzi pubblici avrà la possibilità di salire fino alla Basilica di Superga con la tranvia a dentiera, un trenino rosso che in tre chilometri supera pendenze che in certi punti raggiungono il 20%. La Strada Comunale di "Superga", ripida e panoramica, permette di raggiungere velocemente il piazzale posto sulla sommità del Colle. Qui si erge uno dei capolavori di Filippo Juvarra e del barocco in genere: la Basilica, costruita fra il 1714 e il 1731 per esaudire un voto fatto prima della Battaglia di Torino dal Duca Vittorio Amedeo II. Nella Cappella del voto, a sinistra dell'Altar Maggiore, si conserva la statua seicentesca in legno dipinto davanti alla quale il Duca si era inginocchiato, per chiedere di proteggere la città. Nella cripta sotto la Basilica sono sepolti i Re Sabaudi da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto.
Dietro il muro di cinta della Basilica si è schiantato il 4 maggio 1949 l'aereo che riportava a casa da Lisbona i giocatori della mitica squadra del "Torino". Una lapide, davanti alla quale si commuovono ogni giorno molte persone, ricorda il tragico evento.
Da Superga si possono percorrere gli 8 chilometri della strada panoramica che attraversa il Parco naturale della Collina di Superga; volendo si può proseguire in auto fino al Colle della Maddalena, che con i suoi 715 metri è il punto più alto della collina torinese: il Parco della Rimembranza ricorda i caduti della Prima Guerra Mondiale. La gigantesca statua del Rubino, il Faro della Vittoria, si ispira alla Nike di Samotracia. Lo sguardo spazia a 360° su un panorama stupendo e la tavola orientativa incisa su metallo rende facilmente riconoscibili le montagne che circondano Torino. Si può proseguire in direzione di corso Fiume oppure di ponte Isabella.
Un'altra possibilità è quella di scendere, al termine della panoramica, direttamente fino a piazzale Marco Aurelio, dirigersi verso sinistra, ripercorrendo un tratto di corso Casale e risalire poi lungo corso Gabetti e corso Quintino Sella in direzione del Colle dei Cappuccini, passando presso la seicentesca Villa della Regina e il parco che la circonda. Poco più in alto c'è il Parco di Villa Genero, da cui lo sguardo spazia sulla città.
Sul Colle dei Cappuccini sorge la Chiesa di Santa Maria del Monte del Vittozzi, con il Convento dei Cappuccini e, nella parte del convento confiscata con la Legge Siccardi, il Museo Nazionale della Montagna. Dalla balconata antistante alla Chiesa, nelle giornate limpide, è possibile scorgere alle spalle della città la cerchia delle Alpi di cui si distinguono le valli e le vette.
Scendiamo ora passando davanti a Villa Scott, costruita da Piero Fenoglio, una delle tante ville liberty che si trovano in questa zona: siamo in Crimea, quartiere residenziale il cui nome ricorda la guerra del 1855, dove il ministro Cavour aveva mandato 15.000 volontari; l'obelisco ricorda i caduti di quella guerra.
Raggiungiamo corso Moncalieri e prima del ponte Umberto I, detto un tempo ponte delle Catene, svoltiamo a sinistra, costeggiando il fiume Po. Alla nostra destra, sull'altra riva del fiume, c'è il Parco del Valentino, il più famoso e romantico della città. Si vedono prima la facciata non finita del barocco Castello del Valentino e il Borgo Medioevale, costruito in occasione dell'Esposizione internazionale del 1884 "falso storico" di indubbio fascino. A sinistra, dopo una serie di ville tra cui, anche la Vigna di Madama Reale, oggi detta Villa Abegg, c'è il Parco Leopardi, ricchissimo di ogni tipo di piante,tra cui ci sono anche alcuni esemplari di sequoie.
Attraversiamo il ponte Isabella, da cui si gode un panorama bellissimo: a sinistra si susseguono gli imbarcaderi fino ad Italia 61, la zona costruita per il centenario dell'unità d'Italia; a destra si vedono il parco, il Borgo Medioevale, il Castello del Valentino e, sullo sfondo, la Mole Antonelliana, capolavoro di Alessandro Antonelli, nata per essere una sinagoga divenuta invece il simbolo della città di Torino e sede del Museo del Cinema.
All'inizio del secolo qui c'era l'Idroscalo, con gli idrovolanti in servizio giornaliero sulla prima linea aerea italiana: Torino, Pavia, Venezia, Trieste.
Pieghiamo a destra subito dopo il ponte per passare davanti al Palazzo di Torino Esposizioni, un unico salone di 10.000 metri quadrati, opera di Pierluigi Nervi.
Sulla piazza si erge il monumento che rappresenta Amedeo di Savoia Duca d'Aosta alla Battaglia di Custoza, durante la Terza Guerra d'Indipendenza, ed è considerato il capolavoro dello scultore Davide Calandra.
Da questo punto attraversiamo il Giardino Roccioso e raggiungiamo il fiume, in riva al quale si estende il pittoresco Borgo Medioevale, costruito per l'Esposizione del 1884 copiando edifici realmente esistiti nel XV secolo in Piemonte e in Valle d'Aosta. L'intento era quello di fare una mostra d'arte sul Medioevo, riunendo tutti gli edifici all'interno di mura e cercando di dare alla gente una dimostrazione di come si viveva in quel periodo.
La Rocca, che sovrasta il Borgo è la somma di elementi di opere diverse, dal cortile del Castello di Fenis, alle pitture del Castello della Manta e dell'Abbazia di Sant'Antonio di Ranverso. Una visita multimediale permette di fare veramente un tuffo nel passato.
Da questo punto si può prendere il battello e percorrere un tratto sul Po, arrivando fino a Italia '61 o anche fino a Moncalieri, bella cittadina dove si può ammirare il Castello che è stato a lungo residenza sabauda.
Dal Borgo Medioevale risaliamo nel parco fino alla scenografica Fontana dei dodici mesi, di Carlo Ceppi, progettata per l'esposizione nazionale del 1898. Dopo essere passati sotto ponte Isabella raggiungiamo corso Dante, dove nel 1899 fu fondato il primo Stabilimento Fiat, e di qui svoltiamo a destra in corso Massimo d'Azeglio.
Costeggiamo il Parco del Valentino, che misura circa 550.000 metri quadrati, disegnato nel 1864 dal Barillet-Déchamps, architetto che faceva parte dell'équipe del barone Haussman; fino ai primi anni del Novecento nel parco c'era anche un laghetto su cui in inverno si poteva pattinare. Lasciamo a sinistra l'Istituto Elettrotecnico Galileo Ferraris, da cui nascono gli impulsi dell'ora ufficiale italiana; a destra sorgono Villa Glicini, che nel 1844 è stata la prima palestra italiana, la Promotrice di Belle Arti, che fin dal 1914 è sede di importanti mostre, il Castello del Valentino, che oggi è sede della Facoltà di Architettura, il Boschetto e l'Orto Botanico, fondati da Vittorio Amedeo II e la facoltà di Botanica.
Al termine di corso Massimo d'Azeglio svoltiamo a destra in corso Vittorio Emanuele, il cui primo nome, viale dei Platani, fu poi mutato in corso del Re. Abbiamo alla nostra destra un grande arco, monumento all'artiglieria, e di fronte l'Obelisco di Crimea. Svoltiamo a sinistra prima del ponte e percorriamo il lungoPo Cairoli; alla nostra destra si può godere del meraviglioso panorama della collina. Poco dopo il monumento a Garibaldi, opera del Tabacchi, (1887) ci reintroduce in piazza Vittorio Veneto.
Itinerario: Il fiume e la collina
Punto di partenza per questa immersione nel verde è piazza Vittorio Veneto, dove, chi non dispone di un auto, vicino all'esedra pedonale può noleggiare a costo contenutissimo un'auto ecologica.
La piazza è neoclassica, opera del Frizzi (1815-1830), che risolse abilmente il dislivello di circa sette metri esistente fra la parte alta della piazza e il fiume, graduando l'altezza dei palazzi. Da un caffè sotto i portici del lato destro fu trasmesso il primo programma della RAI: un concerto per pianoforte.
Bellissimo è il panorama che abbiamo di fronte, con al centro la Chiesa della Gran Madre, alla sua sinistra, seminascosta nel verde, la seicentesca Villa della Regina e, più lontano, sulla cima della collina la Basilica di Superga. A destra, sul Colle dei Cappuccini, sorge la Chiesa di Santa Maria del Monte, opera del Vittozzi. Dello stesso complesso fa parte il Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi".
Attraversiamo ponte Vittorio Emanuele I, ricostruito da Napoleone Bonaparte nel 1810, dopo che una piena del fiume aveva distrutto il ponte precedente. Questo è il punto dove da sempre è stato più facile il guado. Lasciamo alle nostre spalle i "murazzi", che separano il fiume dalla piazza e negli ultimi anni sono diventati uno dei luoghi favoriti della vita notturna giovanile: a destra c'è la partenza dei battelli, Valentino e Valentina, che effettuano un bel percorso sul Po fino a Moncalieri - dove i Savoia avevano una delle loro residenze - sostando al Parco del Valentino e a Italia '61. Al termine del ponte svoltiamo a sinistra, costeggiando il Po: lungo il corso del fiume si susseguono parchi, che hanno nomi diversi, ma sono in realtà parte di un unico grandissimo spazio verde, lungo quanto il Po in città, che è il Parco del Po. Costeggiando il fiume è possibile percorrere chilometri nel verde, a piedi, in bicicletta e a cavallo.
Dapprima troviamo il Parco dello Zoo. Dopo il ponte Regina Margherita e piazza Borromini vediamo a destra il Motovelodromo e a sinistra il Parco Michelotti, dove il filosofo Nietzsche amava passeggiare e sedersi all'ombra. Dove ora c'è un viale scorreva un tempo un canale che azionava dei mulini: è stato colmato con i detriti delle vecchie case di via Roma al tempo della costruzione dei portici, tra il 1930 e il 1936.
Ecco ora la barocca Chiesa della Madonna del Pilone. Poco oltre, sempre a sinistra, al numero 205 di corso Casale una lastra di marmo indica la casa dove ha abitato lo scrittore Salgari. Proseguiamo fino al quartiere di Sassi, il cui nome è dovuto ai sassi che dalla collina di Superga furono portati a valle per ottenere il vasto piazzale su cui costruire la Basilica: l'architetto Filippo Juvarra, autore del progetto, a quello scopo fece abbassare la collina di 40 metri.
Gli appassionati della natura hanno la possibilità di passeggiare in un parco naturale detto Parco della Colletta, alla confluenza della Dora con il Po: molti uccelli hanno scelto questo parco per viverci e nidificare.
Proseguendo lungo corso Casale arriviamo alla Stazione della Tranvia a dentiera. Anche chi non ha l'auto o ha utilizzato i mezzi pubblici avrà la possibilità di salire fino alla Basilica di Superga con la tranvia a dentiera, un trenino rosso che in tre chilometri supera pendenze che in certi punti raggiungono il 20%. La Strada Comunale di "Superga", ripida e panoramica, permette di raggiungere velocemente il piazzale posto sulla sommità del Colle. Qui si erge uno dei capolavori di Filippo Juvarra e del barocco in genere: la Basilica, costruita fra il 1714 e il 1731 per esaudire un voto fatto prima della Battaglia di Torino dal Duca Vittorio Amedeo II. Nella Cappella del voto, a sinistra dell'Altar Maggiore, si conserva la statua seicentesca in legno dipinto davanti alla quale il Duca si era inginocchiato, per chiedere di proteggere la città. Nella cripta sotto la Basilica sono sepolti i Re Sabaudi da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto.
Dietro il muro di cinta della Basilica si è schiantato il 4 maggio 1949 l'aereo che riportava a casa da Lisbona i giocatori della mitica squadra del "Torino". Una lapide, davanti alla quale si commuovono ogni giorno molte persone, ricorda il tragico evento.
Da Superga si possono percorrere gli 8 chilometri della strada panoramica che attraversa il Parco naturale della Collina di Superga; volendo si può proseguire in auto fino al Colle della Maddalena, che con i suoi 715 metri è il punto più alto della collina torinese: il Parco della Rimembranza ricorda i caduti della Prima Guerra Mondiale. La gigantesca statua del Rubino, il Faro della Vittoria, si ispira alla Nike di Samotracia. Lo sguardo spazia a 360° su un panorama stupendo e la tavola orientativa incisa su metallo rende facilmente riconoscibili le montagne che circondano Torino. Si può proseguire in direzione di corso Fiume oppure di ponte Isabella.
Un'altra possibilità è quella di scendere, al termine della panoramica, direttamente fino a piazzale Marco Aurelio, dirigersi verso sinistra, ripercorrendo un tratto di corso Casale e risalire poi lungo corso Gabetti e corso Quintino Sella in direzione del Colle dei Cappuccini, passando presso la seicentesca Villa della Regina e il parco che la circonda. Poco più in alto c'è il Parco di Villa Genero, da cui lo sguardo spazia sulla città.
Sul Colle dei Cappuccini sorge la Chiesa di Santa Maria del Monte del Vittozzi, con il Convento dei Cappuccini e, nella parte del convento confiscata con la Legge Siccardi, il Museo Nazionale della Montagna. Dalla balconata antistante alla Chiesa, nelle giornate limpide, è possibile scorgere alle spalle della città la cerchia delle Alpi di cui si distinguono le valli e le vette.
Scendiamo ora passando davanti a Villa Scott, costruita da Piero Fenoglio, una delle tante ville liberty che si trovano in questa zona: siamo in Crimea, quartiere residenziale il cui nome ricorda la guerra del 1855, dove il ministro Cavour aveva mandato 15.000 volontari; l'obelisco ricorda i caduti di quella guerra.
Raggiungiamo corso Moncalieri e prima del ponte Umberto I, detto un tempo ponte delle Catene, svoltiamo a sinistra, costeggiando il fiume Po. Alla nostra destra, sull'altra riva del fiume, c'è il Parco del Valentino, il più famoso e romantico della città. Si vedono prima la facciata non finita del barocco Castello del Valentino e il Borgo Medioevale, costruito in occasione dell'Esposizione internazionale del 1884 "falso storico" di indubbio fascino. A sinistra, dopo una serie di ville tra cui, anche la Vigna di Madama Reale, oggi detta Villa Abegg, c'è il Parco Leopardi, ricchissimo di ogni tipo di piante,tra cui ci sono anche alcuni esemplari di sequoie.
Attraversiamo il ponte Isabella, da cui si gode un panorama bellissimo: a sinistra si susseguono gli imbarcaderi fino ad Italia 61, la zona costruita per il centenario dell'unità d'Italia; a destra si vedono il parco, il Borgo Medioevale, il Castello del Valentino e, sullo sfondo, la Mole Antonelliana, capolavoro di Alessandro Antonelli, nata per essere una sinagoga divenuta invece il simbolo della città di Torino e sede del Museo del Cinema.
All'inizio del secolo qui c'era l'Idroscalo, con gli idrovolanti in servizio giornaliero sulla prima linea aerea italiana: Torino, Pavia, Venezia, Trieste.
Pieghiamo a destra subito dopo il ponte per passare davanti al Palazzo di Torino Esposizioni, un unico salone di 10.000 metri quadrati, opera di Pierluigi Nervi.
Sulla piazza si erge il monumento che rappresenta Amedeo di Savoia Duca d'Aosta alla Battaglia di Custoza, durante la Terza Guerra d'Indipendenza, ed è considerato il capolavoro dello scultore Davide Calandra.
Da questo punto attraversiamo il Giardino Roccioso e raggiungiamo il fiume, in riva al quale si estende il pittoresco Borgo Medioevale, costruito per l'Esposizione del 1884 copiando edifici realmente esistiti nel XV secolo in Piemonte e in Valle d'Aosta. L'intento era quello di fare una mostra d'arte sul Medioevo, riunendo tutti gli edifici all'interno di mura e cercando di dare alla gente una dimostrazione di come si viveva in quel periodo.
La Rocca, che sovrasta il Borgo è la somma di elementi di opere diverse, dal cortile del Castello di Fenis, alle pitture del Castello della Manta e dell'Abbazia di Sant'Antonio di Ranverso. Una visita multimediale permette di fare veramente un tuffo nel passato.
Da questo punto si può prendere il battello e percorrere un tratto sul Po, arrivando fino a Italia '61 o anche fino a Moncalieri, bella cittadina dove si può ammirare il Castello che è stato a lungo residenza sabauda.
Dal Borgo Medioevale risaliamo nel parco fino alla scenografica Fontana dei dodici mesi, di Carlo Ceppi, progettata per l'esposizione nazionale del 1898. Dopo essere passati sotto ponte Isabella raggiungiamo corso Dante, dove nel 1899 fu fondato il primo Stabilimento Fiat, e di qui svoltiamo a destra in corso Massimo d'Azeglio.
Costeggiamo il Parco del Valentino, che misura circa 550.000 metri quadrati, disegnato nel 1864 dal Barillet-Déchamps, architetto che faceva parte dell'équipe del barone Haussman; fino ai primi anni del Novecento nel parco c'era anche un laghetto su cui in inverno si poteva pattinare. Lasciamo a sinistra l'Istituto Elettrotecnico Galileo Ferraris, da cui nascono gli impulsi dell'ora ufficiale italiana; a destra sorgono Villa Glicini, che nel 1844 è stata la prima palestra italiana, la Promotrice di Belle Arti, che fin dal 1914 è sede di importanti mostre, il Castello del Valentino, che oggi è sede della Facoltà di Architettura, il Boschetto e l'Orto Botanico, fondati da Vittorio Amedeo II e la facoltà di Botanica.
Al termine di corso Massimo d'Azeglio svoltiamo a destra in corso Vittorio Emanuele, il cui primo nome, viale dei Platani, fu poi mutato in corso del Re. Abbiamo alla nostra destra un grande arco, monumento all'artiglieria, e di fronte l'Obelisco di Crimea. Svoltiamo a sinistra prima del ponte e percorriamo il lungoPo Cairoli; alla nostra destra si può godere del meraviglioso panorama della collina. Poco dopo il monumento a Garibaldi, opera del Tabacchi, (1887) ci reintroduce in piazza Vittorio Veneto.

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